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tmw / bologna / Serie A
Undici club su venti sono di proprietà straniera. Perché i milioni non bastavano maiTUTTO mercato WEB
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ieri alle 19:06Serie A
di Andrea Losapio

Undici club su venti sono di proprietà straniera. Perché i milioni non bastavano mai

Il viaggio di TMW all'interno delle proprietà straniere

"Le proprietà straniere? Per fortuna. Immaginiamo che una città evoluta come Milano, tra le 2-3 più importanti d’Europa, ha due club di proprietà straniera. E meno male: immaginate in quali difficoltà ci saremmo trovati senza Zhang e Oaktree da un lato, Elliott e RedBird dall’altro. Nel 2011 tutte le proprietà della Serie A erano italiane, oggi sono per la maggior parte straniere: abbiamo vissuto a un’involuzione del modello imprenditoriale. Venivamo dal mecenatismo, all’epoca si dava assoluta priorità all’aspetto sportivo su quello economico".

Le parole di Giuseppe Marotta che elogiano le proprietà straniere sono un manifesto dell'incapacità italiana a mantenere i conti a posto. L'unica club di calcio che, di fatto, non ha mai avuto problemi economici negli ultimi anni - ma che ha aperto a un capitale proveniente dagli Stati Uniti - è l'Atalanta dei Percassi, sempre in attivo dall'arrivo di Gasperini in poi. Le altre potevano essere a rischio fallimento: dall'Inter alla Roma, passando per il Milan o il Bologna, il Venezia - che è fallito grazie a una proprietà straniera, pure se dieci anni fa - o il Genoa. Parma e Fiorentina andavano avanti di capitali propri, Como e Verona sono due realtà differenti ma alienate sempre per questioni di soldi.


Dunque la realtà è che non è "meno male che le proprietà straniere sono arrivate", bensì che il calcio si è dato un freno proprio grazie a loro. Parlando di sostenibilità, di impresa, di business. Non solo di competizione per guadagnare di più, tanto pagherà qualcuno, pagherà Pantalone.

Di seguito lo speciale squadra per squadra
Inter
Parma
Roma
Venezia
Milan
Atalanta
Hellas Verona
Bologna
Como
Genoa
Fiorentina