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Bologna, prima Tacopina e Saputo. Poi solo il canadese, che ha investito e continuerà a farloTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 17:07Serie A
di Andrea Losapio

Bologna, prima Tacopina e Saputo. Poi solo il canadese, che ha investito e continuerà a farlo

Il Bologna è di proprietà, dal 19 settembre del 2015, di Joey Saputo, imprenditore di origini italiane, che detiene anche il Montreal Impact. Ha rilevato le quote da Joe Tacopina, inizialmente azionista di maggioranza proprio con il canadese

"Le proprietà straniere? Per fortuna". Le parole di Giuseppe Marotta di ieri elogiano chi è arrivato nel corso degli anni per dare sostenibilità al calcio italiano. "Immaginiamo che una città evoluta come Milano, tra le 2-3 più importanti d’Europa, ha due club di proprietà straniera. E meno male: immaginate in quali difficoltà ci saremmo trovati senza Zhang e Oaktree da un lato, Elliott e RedBird dall’altro. Nel 2011 tutte le proprietà della Serie A erano italiane, oggi sono per la maggior parte straniere: abbiamo vissuto a un’involuzione del modello imprenditoriale. Venivamo dal mecenatismo, all’epoca si dava assoluta priorità all’aspetto sportivo su quello economico".

La storia
L’8 ottobre del 2014, dopo un lungo CdA del club, ecco che Joe Tacopina e Joey Saputo diventano i proprietari del Bologna. Un’offerta da 6,3 milioni ai soci più altri 6 milioni nelle casse della società. L’anno prima era arrivata una devastante retrocessione e l’intenzione di cederla. C’era un prospettato accordo di Zanetti in ballo, invece gli americani riuscirono ad avere la meglio. Tacopina rimane presidente per un anno, prima di prendere un assegno da 3 milioni di euro, mentre Joey Saputo diventa il chairman del club da settembre 2015.


I risultati
Fino all’approdo di Giovanni Sartori c’è stata una continua emorragia economica, dovuta anche a scelte discutibili per quanto riguarda i giocatori, tanto che ogni anno era una perdita anche in caso di cessioni illustri. L’anno scorso Thiago Motta ha rivoltato come un calzino la formazione felsinea, conducendolo per la prima volta dopo sessant’anni alla Champions League, alzando il livello economico del club grazie a cessioni importanti, oltre agli stessi premi UEFA.

Il futuro
Il quarto posto attuale con Vincenzo Italiano fa ben sperare di poter bissare un’altra partecipazione alla Champions e sarebbe qualcosa di storico, perché darebbe continuità al lavoro di dodici mesi fa pur con un allenatore differente. Saputo è economicamente ineccepibile, ha le potenzialità economiche per andare avanti senza particolari problemi, ma ha capito che nel calcio è difficile fare il passo più lungo della gamba.