Lazio, le sentenze post San Siro: dalla sterilità offensiva alla “sfortuna”

La Lazio dice addio alla Coppa Italia con la sconfitta di San Siro e si lecca le ferite. Il ko con l’Inter non deve lasciare strascichi, ma sicuramente delle indicazioni dal 2-0 contro i nerazzurri arrivano. La prima, piuttosto chiara, è la sterilità offensiva. Prima di Venezia la Lazio aveva giocato 34 partite in stagione e solo in cinque occasioni non era andata a segno. Negli ultimi 180 minuti invece l’attacco biancoceleste è stato abulico, l’unico in grado di creare qualcosa è Isaksen. Noslin ha floppato a Venezia, Tchaouna è scomparso tra i centrali di Inzaghi e la soluzione Dia più avanzato non cambia le carte in tavola. L’assenza di Castellanos è pesante, ma Baroni non vuole dare alibi ai suoi. Con gli alibi si perde il treno Champions e si esce dall’Europa League. Serviranno allora soluzioni alternative già domenica contro il Milan, sfida cruciale nella lotta al quarto posto.
Lazio, la sfortuna colpisce in pieno
Non si può dire che questo sia il momento più fortunato per la Lazio. Lo dimostra ancora una volta la sfida di San Siro, a cominciare dalla super prestazione di Josep Martinez. Il portiere dell’Inter si trasforma in un muro e quando viene battuto ci pensa la traversa, come sul sinistro di Pedro che avrebbe potuto riaprire la gara nel finale. Sfortuna che si può descrivere perfettamente con il gol di Arnautovic. L’aggressività della Lazio spinge Inzaghi a tenere un uomo in più dietro sui calci d’angolo, il caso vuole che proprio ieri viene lasciato fuori area un centravanti (caso unico nella storia del calcio di un centravanti che non va a saltare su corner). La palla cade perfettamente sul sinistro di Arnautovic, che con il piede debole al volo pizzica l’ultimo centimetro di porta alla sinistra di Mandas. Non basta? Non basta, perché davanti a Mandas c’è de Vrij che copre la visuale al portiere greco, che con ogni probabilità non sarebbe arrivato sul pallone, ma non vederlo partire di certo non lo ha aiutato. Ci sarebbe un colpo di fortuna per i biancocelesti, perché l’olandese è in fuorigioco di almeno un metro. A quanto pare però la fortuna (in questo caso il VAR) è cieca, mentre la sfiga ormai si è capito in casa Lazio ci vede benissimo. La dea bendata e il VAR muto non aiutano, domenica la Lazio torna a San Siro e col Milan spera almeno in un pizzico di buona sorte.
