Alberto De Rossi: "Il calcio è cambiato e richiede giocatori più veloci, più forti e più potenti"

"È meraviglioso quello che proponiamo e quello che abbiamo organizzato nel tempo per mettere i nostri ragazzi più a proprio agio". Parla così ai microfoni di Radio TV Serie A Alberto De Rossi, responsabile del settore giovanile della Roma e a lungo allenatore della Primavera giallorossa: "Abbiamo la scuola, sette campi di calcio, il ristorante… La perfezione non esiste, però mettiamo a disposizione dei ragazzi tutto il meglio per la loro formazione".
Lei ha visto tutta l’evoluzione di questo percorso, essendo qui da tantissimo tempo.
"Guardi, il campo dietro di lei non c’era, la scuola nemmeno, e anche le strutture erano diverse. Adesso abbiamo migliorato molto, sia in termini di infrastrutture che di organizzazione. Insomma, si è evoluto tutto".
È proprio questa evoluzione che ha contribuito a creare un vero e proprio DNA Roma?
"Sì, assolutamente. Si vede anche nei ragazzi che poi fanno l’esordio con la prima squadra. Non è solo una questione di risultati, ma di mentalità".
Il vostro obiettivo è quindi più orientato alla crescita dei ragazzi piuttosto che ai risultati del campo?
"Esattamente. A noi il risultato del campo interessa fino a un certo punto. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi e renderli pronti per affrontare un allenamento in prima squadra. Questo è il nostro vero trofeo. Una volta arrivati lì, poi, sarà l’allenatore della prima squadra a decidere il resto".
Quali sono le sfide più importanti da affrontare nell'allenamento di un ragazzo, considerando anche il momento di crescita che sta vivendo?
"Oggi il calcio è cambiato, è inutile negarlo. Richiede giocatori veloci, forti e potenti rispetto a dieci anni fa. Sembra che tutto debba passare per la palestra per creare calciatori strutturati, ma questo aumenta ancora di più la nostra responsabilità nel far crescere il ragazzo a livello tecnico. La base del gioco del calcio è il dominio della palla, ed è su questo che dobbiamo lavorare".
Come si concilia l’aumento della velocità di gioco con la formazione tecnica?
"Con il ritmo di gioco che è aumentato vertiginosamente, si richiede ancora più tecnica. Per questo ne facciamo tanta. Quotidianamente, con gli staff, cerchiamo soluzioni sempre più complesse per mettere in difficoltà i nostri calciatori e aiutarli a crescere più velocemente possibile".
Quanto può aiutare e incentivare, anche dal punto di vista psicologico, permettere ai ragazzi di allenarsi con la prima squadra?
"Se chiediamo ai ragazzi cosa vogliono per il loro futuro, tutti risponderebbero che desiderano allenarsi e giocare con la prima squadra. Il nostro obiettivo è far sì che si concentrino su questo traguardo, ma per arrivarci serve molta professionalità. Devono lavorare duramente ogni giorno, consapevoli che il percorso è lungo e richiede impegno costante".
