
"Ci aspettano cinque partite per portare il Perugia laddove prima non era possibile"
Il tecnico del Perugia, Vincenzo Cangelosi, ha presentato la sfida di domani sera contro il Pineto: “Siamo reduci una settimana particolare, dopo il derby avevamo parecchi acciaccati, in diversi non si sono allenati e non abbiamo potuto provare tantissimo. Quelli che sono rimasti fermi tutta la settimana si sono aggregati solo stamattina, dovremo valutare tante cose, non è stata una settimana semplice ma dobbiamo stringere i denti e andare avanti, ci sono cinque partite da cui ottenere il massimo. Abbiamo davanti a noi cinque partite che ci danno la possibilità di provare ad ottenere qualcosa che prima non era pensabile. Ora siamo più tranquilli e dobbiamo cercare di fare il massimo per i playoff. Le squadre che vogliono lo stesso sono tante e dobbiamo fare più ponti possibile, metterci più coraggio durante le partite e fare più gol. C’è chi può dare di più e davanti ho diverse opzioni, devo fare valutazioni per chi fare iniziare e chi utilizzare a gara in corso, ma c’è ancora tempo. Abbiamo provato diverse soluzioni, ho una mia idea, ma per metterla in pratica dipenderà molto anche dall’avversario e da come verrà ad interpretare la partita. Il Pineto all’andata ci fece fare figuraccia, e il loro attuale rendimento è altissimo. Non è una partita semplice, loro hanno tanto entusiasmo, possono essere considerati la vera sorpresa, all’inizio avevano problemi che con Tisci hanno risolto.
Ora hanno una identità precisa e giocano, per me non è una sorpresa, l’anno scorso ho affrontato Tisci due volte col Cerignola. Ha un’idea di calcio simile alla mia e dovremo stare molto attenti, hanno giocatori importanti come Bruzzaniti. Dipenderà molto da quello che loro ci permetteranno di fare, io mi auguro di trovare una fase offensiva più concreta e convinta nell’arco dei 90’, a sprazzi facciamo cose carine ma è troppo poco rispetto ab quello che vorrei vedere io.Seghetti sta sicuramente meglio, quando sono arrivato era a mezzo servizio, ho provato a rischiarlo ma mi sono reso conto che aveva bisogno di più tempo. L’ho fermato io perché non era sereno, è un giocatore importante ed un valore che va preservato e coltivato, ora sta meglio e mi auguro che cresca ulteriormente. Kanoute non è arrivato sano qui e per questo non ha giocato subito, è stato 15 giorni a curarsi, questi alti e bassi li ha pagati. Ora si sta allenando con continuità, ha risolto il problema al piede e in queste cinque gare ci potrà essere d’aiuto e da ora in avanti sarà giocatore importante. Abbiamo lavorato su diverse cose ma la squadra non ha ancora una identità ben precisa, abbiamo fatto diverse variazioni di sistema, ho cercato di aiutare i ragazzi ad avere certezze. E’ normale che in questo momento ne abbiamo più in fase difensiva. Non è semplice imporsi e comandare il gioco, ci vuole tempo, le squadre forti hanno una identità precisa e cercano di portarla avanti, io sono qui da 40 giorni e non è semplice organizzare qualcosa di così convinto e concreto, per questo dipenderà anche da quanto l’avversario ci permetterà di fare”.







