
Nesta: "Ronaldo il Fenomeno era follia. Lazio-Inter è stato un incubo, ci ha ammazzato"
L'ex difensore di Lazio e Milan, Alessandro Nesta, ha ricordato anche la finale di Coppa UEFA persa contro l'Inter nel 1999 nella lunga chiacchierata concessa a Prime Video per l'ultimo episodio di "Fenomeni". Queste le sue dichiarazioni in merito:
"Ronaldo Il Fenomeno è andato andato oltre tutti. Io ho giocato con Messi, contro Messi, contro Cristiano quando era giovane, a Real Madrid, a Manchester. Quella sera lì di Lazio-Inter, quella lì quando sono a terra nella famosa foto, quello è stato un incubo. Finale senza senso, nel senso che l'Inter era normale, aveva buoni giocatori, aveva Zanetti, aveva altri. E poi c'era quello lì che quando prendeva palla accendeva tutto! Follia. Una cosa impressionante. L'abbiamo minacciato durante la partita, adesso ti spacchiamo in due! Lui rideva. Gli dicevi: 'Adesso ti entro eh' perché faceva qualche giochino sul 3-0. Mai preso, neanche a calci l'ho preso.
Ci ha ammazzato, ci ha ammazzato. Però sono uscito con grande dignità, ho detto: per me io non sono capace di fermare uno così forte. Se tu vuoi pesare le carriere, Messi ha avuto la carriera migliore. Però se ti beccano la partita secca, beh questo qua è peggio, questo è peggio! Questo ti faceva fare proprio le figure, ti aspettava, ti puntava. Poi rideva sempre, con quel sorriso. Mi arrabbiavo forte, però io avevo sempre un gran rispetto. Poi era un ragazzo super, un ragazzo con cuore grande".
"Ronaldo Il Fenomeno è andato andato oltre tutti. Io ho giocato con Messi, contro Messi, contro Cristiano quando era giovane, a Real Madrid, a Manchester. Quella sera lì di Lazio-Inter, quella lì quando sono a terra nella famosa foto, quello è stato un incubo. Finale senza senso, nel senso che l'Inter era normale, aveva buoni giocatori, aveva Zanetti, aveva altri. E poi c'era quello lì che quando prendeva palla accendeva tutto! Follia. Una cosa impressionante. L'abbiamo minacciato durante la partita, adesso ti spacchiamo in due! Lui rideva. Gli dicevi: 'Adesso ti entro eh' perché faceva qualche giochino sul 3-0. Mai preso, neanche a calci l'ho preso.
Ci ha ammazzato, ci ha ammazzato. Però sono uscito con grande dignità, ho detto: per me io non sono capace di fermare uno così forte. Se tu vuoi pesare le carriere, Messi ha avuto la carriera migliore. Però se ti beccano la partita secca, beh questo qua è peggio, questo è peggio! Questo ti faceva fare proprio le figure, ti aspettava, ti puntava. Poi rideva sempre, con quel sorriso. Mi arrabbiavo forte, però io avevo sempre un gran rispetto. Poi era un ragazzo super, un ragazzo con cuore grande".
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