
Polverosi guarda al ritorno: "Se per il 23 aprile Inzaghi riavrà Lautaro e se farà giocare Mkhitaryan dall’inizio, per Conceiçao sarà tutto più complicato"
Il giornalista Alberto Polverosi ha analizzato sul Corriere dello Sport il pareggio per 1-1 nel derby valido per la semifinale di andata di Coppa Italia. Di seguito alcuni estratti di quanto ha scritto: "L'Inter non ha vinto nemmeno il quarto della stagione, il bilancio è sempre a favore del Milan (due vittorie e due pareggi), ma il quinto sarà per forza decisivo. E se per il 23 aprile Inzaghi riavrà Lautaro e Dumfries (e se farà giocare Mkhitaryan dall’inizio...) per Conceiçao sarà tutto più complicato.
Ieri in realtà i derby sono stati due, il primo quasi inesistente per tutti i 45 minuti. Milan e Inter si conoscevano bene, anzi, troppo bene. Non giocavano per imporsi ma, al contrario, per ostacolarsi, sottraendo spazi l’una all’altra, così la sfida si è ammosciata, scorrendo a un ritmo basso, con una manovra lenta, con una costruzione per niente agevole. Inzaghi sapeva dove avrebbe colpito il Milan, come Conceiçao aveva chiaro in testa il modo di fermare la concittadina. Molta tattica, spazi chiusi, squadre corte, il timore di entrambe di prendere gol. Raramente le due prime punte, Abraham e Thuram, sono state coinvolte. L’Inter è stata un po’ pericolosa, come spesso capita, sui calci da fermo e poi nell’ultima azione del primo tempo col colpo di testa di Frattesi respinto da Maignan. Era una bella occasione, come quella di Leao respinta da Martinez.
Conceiçao aveva la formazione titolare, a Inzaghi invece mancava un paio di pezzi da novanta e anche questa può essere una spiegazione della poca qualità espressa dai nerazzurri nel primo tempo. Avrebbe dovuto dare di più Frattesi, certe occasioni vanno prese al volo, e invece ha cominciato a giocare una partita per conto suo e non è stato facile riportarlo dentro a questo derby. Come sempre si aspettavano notizie su Leao, stavolta titolare: un paio di spunti buoni, Martinez gli ha respinto una legnata di sinistro, non il suo piede preferito, ma anche se il Milan attaccava in prevalenza dalla sua parte (un classico), il 10 portoghese non riusciva a trovare né a creare spazi.
Il derby è diventato tale solo nel secondo tempo, grazie al gol di Abraham dopo meno di due minuti. La curiosità è che Milan e Inter hanno segnato due gol quasi identici per la lunga elaborazione. [...] C’è stata partita, finalmente. Fine della tattica, dell’attesa, dei timori, Milan e Inter sono diventate più intraprendenti. Reijnders è stato l’uomo che ha spinto la sua squadra davanti all’area interista, Mkhitaryan ha fatto lo stesso [...] appena è entrato. Si rivedranno il 23 aprile e non potranno perdere altro tempo [...]".







