
Skuhravy: "Motta-Vlahovic? Non so cosa sia successo, ma così lo ammazzi psicologicamente"
Icona per il Genoa e i suoi tifosi, Thomas Skuhravy è stato anche l’ultimo a firmare un successo dei rossoblù a Torino con la Juventus. Intervistato da Tuttosport nel giorno di Juve-Genoa, l’ex attaccante ceco ha detto la sua sulla stagione delle due formazioni, e soprattutto dai bianconeri.
A far discutere è soprattutto la gestione di Dusan Vlahovic, attaccante di cui Skuhravy parla molto bene, ma alle prese con una nuova stagione discontinua: “Alla Juve alcuni hanno fatto 2-3 gare buone e poi panchina - dice l’ex bomber - non so cosa sia successo tra Vlahovic e Motta, ma così il giocatore lo ammazzi psicologicamente”.
Spesso è il contesto a fare la differenza, in tal senso Skuhravy cita l’esempi di Schick: infortuni e difficoltà - anche caratteriali - alla Roma, poi a Leverkusen sta diventando uno degli attaccanti più prolifici d’Europa.
Nel corso della chiacchierata, Skuhravy ha anche detto la sua su alcune esasperazioni del calcio moderno: “Mi incazzo quando mi capita di vedere partite dove si esaspera il possesso palla senza calciare mai verso porta… A cosa serve?! Se in ogni gara non tentavo la conclusione 10/15 volte Bagnoli impazziva”.
A far discutere è soprattutto la gestione di Dusan Vlahovic, attaccante di cui Skuhravy parla molto bene, ma alle prese con una nuova stagione discontinua: “Alla Juve alcuni hanno fatto 2-3 gare buone e poi panchina - dice l’ex bomber - non so cosa sia successo tra Vlahovic e Motta, ma così il giocatore lo ammazzi psicologicamente”.
Spesso è il contesto a fare la differenza, in tal senso Skuhravy cita l’esempi di Schick: infortuni e difficoltà - anche caratteriali - alla Roma, poi a Leverkusen sta diventando uno degli attaccanti più prolifici d’Europa.
Nel corso della chiacchierata, Skuhravy ha anche detto la sua su alcune esasperazioni del calcio moderno: “Mi incazzo quando mi capita di vedere partite dove si esaspera il possesso palla senza calciare mai verso porta… A cosa serve?! Se in ogni gara non tentavo la conclusione 10/15 volte Bagnoli impazziva”.
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