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Rampulla: "Se serve il tecnico a dirigerti in campo vuol dire che non sei da Juve"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 15:05Altre Notizie
di TMWRadio Redazione

Rampulla: "Se serve il tecnico a dirigerti in campo vuol dire che non sei da Juve"

tmwradio
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Paolino:"La Juve può comunque raggiungere il 4 posto." Rampulla:" La colpa non è di Motta ma dei giocatori." Impallomeni:" Lui non credeva a Kolo e Vlahovic lo ha fatto per accontentare."
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Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato l'ex portiere Michelangelo Rampulla. Argomento principale, ovviamente, le difficoltà in casa Juventus.

Che ne pensa del momento dei bianconeri?
"Ho visto la partita, i calciatori hanno le indicazioni dell'allenatore ma sul campo ci vanno loro. Non ho visto, nel momento in cui non hanno mai tirato in porta nel primo tempo, cercare l'uomo libero, ma tornare sempre indietro. Quando hai una squadra schierata e non trovi spazi, non è colpa dell'allenatore. Ci sei tu in campo. Sicuramente cambiare spesso formazione, cambiare posizioni, non aiuta, ma sono giocatori di un certo livello. Sono loro che devono sviluppare le idee calcistiche del tecnico, se non ci riescono e non hanno personalità vuol dire che non sono da Juventus. Non è l'allenatore che deve radiocomandarti dalla panchina".

C'è del materiale buono in questa rosa però?
"Quando ha cominciato le prime partite e continuava a cambiare, ho pensato a Lippi, che mi diceva sempre che gli 8/11 dovevano essere sempre gli stessi per formare un gruppo. La Juve non è una provinciale, non puoi adattarti agli altri. La Juve deve avere una base solida di 8 titolari fissi, qualsiasi cosa succeda. Le competizioni si vincono così".


Ha senso proseguire con Motta?
"La Juve non è abituata a cambiare allenatore in corsa. Si arriva a fine anno e si trarranno le conclusioni. Si deve remare tutti dalla stessa parte, altrimenti è meglio separarsi".

Quarto posto a rischio?
"Sono momenti di una stagione. Così i giocatori si scoraggiano se non hanno la personalità per reagire. E' più facile perdere posizioni che guadagnarle. Ora diventa difficile. Deve essere bravo chi gestisce questi ragazzi a farli reagire".