
Tudor: "Poco tempo per lavorare, ma non sia un alibi. Cultura del lavoro e fame, ecco cosa mi ha insegnato la Juve"
Igor Tudor, nuovo allenatore della Juventus, si presenta alla stampa e ai tifosi. Il croato, con un lungo passato in bianconero da giocatore, tra il 1998 e il 2007, è chiamato a risollevare la squadra reduce dalle due pesanti sconfitte con Atalanta e Fiorentina che hanno portato all'esonero di Thiago Motta: avrà nove partite per assicurare alla Juventus almeno il quarto posto in classifica e la qualificazione alla prossima Champions League. Insieme al tecnico, presente anche Cristiano Giuntoli, che ha introdotto l'allenatore.
"Volevo cominciare questa conferenza ringraziando Thiago Motta e tutto il suo staff per il lavoro profuso in questi mesi - le parole del direttore tecnico - Volevo anche fare chiarezza sul rapporti tra me e Thiago, che era e rimane un grande rapporto basato su stima, rispetto e confronto quotidiano. Credo fortemente che possa fare l'alleantore a grandi livelli e gli auguro tutto il bene. Riguardo le mie parole post Firenze, durante la pausa delle nazionali ci siamo presi un po' di tempo e a mente fredda abbiamo analizzato bene l'andamento delle ultime gare. Non solo le sconfitte ma l'andamento delle partite ci ha causato grande preoccupazione, per cui abbiamo deciso di dare una sterzata per il bene della Juventus. Le nostre scelte sono andate tutte su Igor non solo per il suo passato nella Juventus, come calciatore e vice allenatore che lo ha fatto inserire velocemente nel contesto, ma anche per le sue qualità tecniche, umane e morali. Igor rimarrà con noi fino alla fine della stagione compreso il Mondiale per club, poi ci siederemo attorno ad un tavolo nella speranza di poter continuare insieme. Pensiamo che questa squadra possa dare grandi soddisfazioni nel prossimo futuro e siamo fiduciosi che il gruppo giovane con un anno di esperienza in più ci potrà garantire una maggiore continuità".
La parola passa quindi ad Igor Tudor.
A livello emotivo come sono stati questi primi giorni?
Innanzitutto vorrei salutare tutti qui, alcuni li conosco da quando ero giocatore, altri li ho conosciuti nella mia esperienza da vice di Pirlo. Ringrazio poi il direttore e il club per questa opportunità. Darò tutto per cercare di non deludere nessuno e di fare il lavoro che va fatto. Le emozioni ci sono, perchè la Juve è un club che tutti vorrebbero allenare. C'è l'emozione ma soprattutto la voglia di raggiungere gli obiettivi. Sappiamo quale momento viviamo ma credo tanto in questa squadra, abbiamo avuto poco tempo per lavorare tutti insieme, ma non ci sono scuse, a me piacciono le sfide
Come ha ritrovato Vlahovic? Sarà centrale nel suo gioco?
Dusan è un giocatore fortissimo e sono felice di allenarlo. Già in passato ho fatto determinate dichiarazioni su di lui, ma non erano solo parole, sono fatti. È un giocatore che ha tutte le doti del fuoriclasse, viene da un momento un po' così ma ha tanta voglia di ripartire. C'è lui, c'è Kolo, se mi chiedete se possono giocare insieme possono farlo, si può fare tutto. Ho trovato una rosa forte e giovane, è stimolante lavorare con i ragazzi.
Ha parlato con Yildiz e Koopmeiners? Come li vede in vista di questo rush finale? In quale ruolo li vede?
Quando un giocatore è forte è facile trovare il ruolo. Ho visto tutti i ragazzi dispiaciuti, perchè quando un allenatore va via è anche colpa loro e lo sanno. Ma allo stesso tempo li ho visti molto motivasi e vogliosi di ripartire. Koop e Kenan hanno caratteristiche importanti, sono giocatori che possono fare gol se messi vicini alla porta, ma il mio obiettivo in generale è quello di trovare la posizione giusta per farli sentire a proprio agio e rendere al meglio.
La definizione di risolvi problemi la rappresenta? Sistemare la difesa sarà la sua priorità?
Queste descrizioni sono simpatiche, ma nulla è bianco o nero, io mi considero semplicemente un allenatore. Nella mia carriera per problemi di infortuni ho iniziato ad allenare presto ed ho fatto tante esperienze. A volte faccio scelte che vengono definite particolari, perchè seguo il cuore, al di là del tipo di contratto. Se credo che sia una scelta giusta proseguo, se credo che le cose non funzionino vado tranquillamente a casa. Avere dieci anni di contratto o uno cambia poco. Qui vorrei restare dieci anni, sì, ma la mia priorità è l'oggi, il lavoro quotidiano, questa è la vita dell'allenatore. Il futuro e il passato non possiamo controllarli
Si è parlato tanto di una Juve che ha difficoltà a reagire per mancanza di leadership, lei ha già individuato i trascinatori del gruppo?
Li ho conosciuti ieri, non posso dare già un giudizio. Di sicuro il percorso di crescita della squadra è lungo e non va sottovalutato, anche perchè in molti sono arrivati qui all'inizio della stagione o a gennaio, ma tutti sappiamo che quando sei alla Juve non frega a nessuno se sei giovane o vecchio, devi crescere in fretta e vincere. Questo è un lavoro di tutti, giocatori, allenatori e club. La Juve è un grande club perchè sceglie le persone giuste nel posto giusto, cosa che non si vede spesso in giro. Questa è sempre stata la vera forza del club, oltre alla cultura del lavoro, quello che mi è stato insegnato vivendo otto anni qui, vedendo l'umiltà di giocatori come Del Piero o Zidane. Si giocava in Champions per vincere, poi si giocava contro una piccola in campionato e la voglia di vincere era la stessa se non anche di più, questo ho imparato e questo voglio trasmettere
Nel finale di stagione ci sarà un capitano fisso?
Le responsabilità devono prendersele tutti e tutti devono andare nella stessa direzione. Il capitano sarà Manuel, che lo è stato fino ad ora, di altri eventuali nomi parleremo in questi giorni. Manuel ha le doti giuste per indossare la fascia
Il tempo non è tantissimo, crede che ci siano i margini per avere una svolta da subito? Su cosa si concentrerà?
Lavoreremo su tutto cercando però di dare un po' di spensieratezza ma anche cattiveria mentale e motivazione. Dal punto di vista tattico gli aspetti non devono essere tanti, ma devono essere chiari
Partirà da subito dalla difesa a tre?
Ho fatto tanti tipi di difesa, non soltanto la difesa a tre. Chiaro che quello è un aspetto importante, ma bisogna trovare l'assetto giusto con i giocatori che hai, la differenza poi la fa sempre l'atteggiamento in campo
Come cercherà di utilizzare Koopmeiners che fino ad oggi non ha reso?
Non posso paragonarmi con il passato, io faccio il mio. Spero di far vedere da subito un certo spirito a cui tengo tantissimo, per quanto riguarda la tattica ci vorranno due o tre settimane. Koop è un giocatore forte e con la voglia di fare, il mio compito è di farlo rendere al massimo
Cosa ha pensato quando l'ha chiamata la Juve? E cosa ha detto alla squadra?
Non ricordo cosa ho pensato ma ero molto felice. Ai ragazzi ho detto tante cose, gli ho spiegato quello che voglio, questa è stata comunque una settimana particolare per via delle nazionali
C'è un momento in cui ha capito l'importanza di indossare questa maglia? Come pensa di trasmetterlo?
Da giocatore, arrivo a 20 anni e nello spogliatoio trovo Zidane. Mi metto in attesa per sottopormi ad una terapia, chi c'era davanti a me si alza perchè è il mio turno, ma c'era Zizou ed io, ragazzino, mi sposto per farlo passare. Lui mi prende e mi dice 'Passa che tocca a te, io vengo dopo'. Un'altra, dopo un allenamento prendo le calze e le getto via...arriva Del Piero e le raccoglie, le arrotola e mi spiega 'Quando le togli, mettile così, non gettarle via altrimenti dovrà essere Romeo a raccoglierle e arrotorarle. A te non costa niente, quando le togli, le arrotoli e le metti al loro posto'. Queste sono due esempi di quello che è la Juventus
I giocatori oggi hanno bisogno di più durezza o di 'coccole' e comprensione?
Ora servono entrambe le cose, serve positività per ripartire, ma poi bisogna mettere il casco e pedalare. Serve cattiveria ma senza ansia
Che squadra dobbiamo aspettarci?
Non bisogna rinunciare a niente, né all'attacco né alla difesa. Voglio gente che si diverta, altrimenti il calcio diventa pesante. La mia opinione è sempre quella di fare un gol in più, ma bisogna anche difendere. Mi piace attaccare con tanti, ma mi piace anche non prendere gol. Il lavoro deve essere completo
Che clima si attende allo Stadium? E cosa si attende dal Genoa?
I tifosi sono sempre stati importanti e sono sicuro che sabato ci sarò supporto, perchè il club si ama sempre e lo hanno sempre dimostrato. I ragazzi ci tengono e sono sicuro che faremo una bella gara. Contro il Genoa sarà difficile, è una squadra pericolosa e Vieira è un allenatore capace, che ha saputo trasmettere tanto alla sua squadra
Che idea si è fatto di Kolo Muani e Thuram?
Ieri ho sentito il papà di Khephren e lui mi ha detto 'Se fa qualcosa di sbagliato dagli subito uno schiaffo!'. Khephren è un ragazzo forte e umile, come Kolo che è un giocatore fortissimo, ci siamo conosciuti ieri e sono contento di averlo
Qual è la prima impressione che hai avuto ritrovando la Juve? Cosa ti hanno detto i giocatori?
Quello che pensano i giocatori lo senti nello spogliatoio, ma l'appartenenza non è l'unica cosa importante, con quella non vinci le partite. Il lavoro deve ricoprire tutti gli ambiti e facendo le cose giuste
Ha preso qualcosa dai suoi ex allenatori?
Ho preso tanto, anche perchè non erano allenatori scarsi. Parliamo di Lippi, Capello, Ancelotti...è stata una scuola di vita, non soltanto riguardo il campo
Come si spiega una Juve che fa così fatica a far gol da calci piazzati?
Non posso commentare quello che è successo prima, io mi metto a lavorare e vedremo. Spiegare quello che prima c'era o non c'era non sarebbe educato, sicuramente lavorerò tanto su questo aspetto, con i calci piazzati si muove la classifica
Ha sentito Lippi in questi giorni? I suoi insegnamenti a livello di mentalità possono servire?
È un allenatore che mi ha portato alla Juventus, quando penso a quella persona e a quell'allenatore penso alla Juventus. Il modo di fare, di comunicare, di gestire lo spogliatoio, ricordano la Juventus







