
L'altro Gudmundsson: storia del bisnonno di Albert, ex Milan che stava per dichiarare guerra all'Inghilterra
C'è un Albert Gudmundsson che ha segnato a San Siro, ma non è quello che pensate. Si tratta di Albert Sigurdur Gudmundsson, nato il 5 ottobre 1923 a Reykjavik e bisnonno del più famoso Gudmundsson, attuale numero dieci dei viola. Milan-Fiorentina diventa quindi l'occasione migliore per un viaggio nel tempo alla scoperta di una figura storica - in tutti i sensi - per l'Islanda dello scorso secolo, prima icona sportiva e poi politico battagliero.
Il Dna calcistico scorre nelle vene di tutta la famiglia Gudmundsson: il padre Gudmundur Benediktsson è allenatore di calcio con 10 presenze in Nazionale e il nonno materno Ingi Bjorn Albertsson pure vanta una dozzina di gettoni con l'Islanda. Tutto ha origine però con Albert Sigurdur (lo chiameremo così per distinguerlo). Prima del recente exploit del pronipote, era lui il campionissimo dell'albero genealogico. La sua non è una storia ma un'epopea fatta di tantissime prime volte, un viaggio che parte dal Valur, club di Reykjavik, durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo l'isola fu occupata da britannici e statunitensi: per connessioni storiche contingenti, alcuni giovani islandesi venivano mandati a studiare in Inghilterra. Fu il caso di Albert Sigurdur, partito per la Gran Bretagna nel 1944. L'allora ventunenne fu ammesso all'università di Economia di Glasgow. Lì, grazie alla raccomandazione del suo ex allenatore Murdo McDougall, cominciò a giocare coi Rangers, di cui divenne il primo calciatore straniero.
Albert Sigurdur era una mezz'ala destra dagli occhi di ghiaccio (come il pro-nipote) ma dal fisico esile (anche qui qualche somiglianza c'è), non adatta per il cruento calcio scozzese dei tempi. Dopo qualche mese si spostò quindi più giù, a Londra, ingaggiato dall'Arsenal, anche se poi per problemi di permesso di lavoro non scese mai in campo coi Gunners in partite ufficiali. Disputò però un'amichevole contro il Racing Club de Paris, sfruttando il giro in Francia per firmare col Nancy, divenendo così il primo calciatore islandese professionista. Arriviamo al 1948 e al trasferimento al Milan, che quell'anno pescò un altro calciatore dal profondo nord, Gunnar Nordhal. L'impatto di Albert Sigurdur fu ben diverso da quello del bomber svedese, ma il bisnonno di Gud piantò anche qui una bandierina: primo islandese in Serie A e, di conseguenza, primo islandese a segnare nel campionato italiano (segnò due reti, una in casa).
Dopo l'anno in Italia tornò in Francia tra RC Paris e Nizza, per poi far rientro in Islanda all'età di 30 anni, concludendo la carriera nel 1958 con l'Hafnarfjördur. Finita qui? No, perché Albert Sigurdur fu accolto in patria come una star: era il più grande sportivo del paese e sfruttò questa fama, accresciuta ancora per quanto fatto in Nazionale (di cui divenne il primo marcatore in una gara ufficiale, nel 1947 contro la Norvegia, tre anni dopo l'indipendenza dalla Danimarca), per darsi alla politica. Si iscrisse al Partito dell'Indipendenza e fu eletto deputato nel 1974. Proprio in questo periodo fu protagonista di un'altra "guerra fredda", ben diversa da quella tra Usa e Urss ma allo stesso modo potenzialmente esplosiva. Le protagoniste erano Islanda e Regno Unito, il motivo del contendere era il Mare del Nord, nello specifico alcune zone di pesca "minacciate", secondo gli isolani, dagli stranieri. Quella che fu chiamata scherzosamente la Guerra del Merluzzo era una schermaglia navale che durava da più di vent'anni ma che rischiò di rischiò di degenerare proprio in quel periodo, quando il governo islandese, di cui Albert Sigurdur faceva parte, minacciò l'intenzione di chiudere la militare di Keflavík, ritenuta dalla NATO un risorsa fondamentale in caso di una guerra contro l’Unione Sovietica. Solo allora i britannici, richiamati anche dal governo statunitense, decidsero di fare un passo indietro e concedere a Reykjavik l'estensione delle acque territoriali, onde evitare il passaggio dell'isola nella sfera d'influenza dell'Urss.
Il successo riscontrato dall'azione di disturbo mossa dalla fazione di Albert Sigurdur spinse lo stesso a candidarsi alle primarie del partito, ma la campagna elettorale dell'ex calciatore fu un mezzo disastro. L'ex Milan decise allora di candidarsi nel 1980 a Presidente della Repubblica, anche qui fallendo. La rivalsa arrivò nel 1983, quando venne nominato Ministro dell’Economia. Albert Sgurdur abbandonò infine la politica nel 1986 a seguito di uno scandalo di corruzione che coinvolse tutto il suo partito, salvo poi provare a fondare in un secondo momento un suo partito, il Partito dei Cittadini (Borgaraflokkurinn), sempre di tendenza liberal-conservatrice ma dai toni più populisti, coinvolgendo anche il figlio Ingi Bjorn Albertsson (nonno di Gud) e conquistando l'11% dei voti. A fine anni Ottanta Albert Sigurdur si eclissò definitivamente dalla res publica. Morì il 7 aprile del 1994. Anche allora era considerato uno degli sportivi più importanti della propria nazione. Per questo se vi capiterà di incontrare qualche islandese over-60 (non si sa mai) e gli chiederete di Albert Gudmundsson, è possibile che questi vi risponda parlando dell'ex Milan e Ministro.








