
TuttoBari - Kamatà: "Feci esonerare Ventura dal Pisa, non so se mi volesse bene. Contestazioni? I tifosi devono sostenere, ma..."
Nel prosieguo della nostra intervista a Pedro Kamatà, l'ex centrocampista biancorosso ha raccontato le difficoltà incontrate l'anno della promozione in serie A con Giampiero Ventura e ha parlato del Bari attuale.
Il salto nella massima serie non fu facile per Kamatà per via di un infortunio al al ginocchio alla fine della stagione in Serie B: "Ho perso tutta la preparazione e ho iniziato a giocare solo a novembre, quindi ero indietro rispetto agli altri e non giocavo tanto. Inoltre, con il nuovo allenatore il rapporto non fu mai ottimale, anche perché l'anno prima, con un mio rigore decisivo contro il Pisa, vincemmo 1 a 0 e di fatti lo feci esonerare. Forse è per questo che, se per Conte ero come un figlio, per Ventura ero come un cugino alla lontana. In ogni caso, gli riconosco che è stato lui a farmi debuttare in Serie A."
Cosa manca al Bari per tornare competitivo. Secondo Kamatà, al Bari di oggi manca un giocatore in grado di fare la differenza: "In Serie B serve un fuoriclasse che decida le partite, come lo era Barreto ai miei tempi. Oppure serve un gioco che gli altri non hanno, come avevamo noi il 4-2-4 di Conte, che ci ha permesso di dominare il campionato. Senza queste due componenti, è difficile emergere".
L'importanza del pubblico e le difficoltà del Bari attuale. Parlando del presente, Kamatà sottolinea quanto il sostegno dei tifosi sia fondamentale: "Il pubblico deve sostenere la squadra fino alla fine. Nel calcio bastano due vittorie per essere in corsa e due sconfitte per essere fuori. Contestare troppo presto può solo fare danni. Certo è che, però. i calciatori devono sentire di poter spaccare tutto e assorbire la carica. A Bari la passione per il calcio è incredibile. Io, quando entravo in campo, sentivo il boato della gente e mi caricavo come una bestia. Oggi vedo che magari questo non c'è".
Infine, un rapido commento su Longo: "Io sono squadra Conte, per me esiste solo lui. Se Longo ha carattere e carisma, per riuscire a Bari dovrà essere intransigente con i suoi giocatori, come lo era Conte. Se concederà troppo, farà fatica. Fare bene a Bari non è come fare bene altrove: chi riesce qui, può fare bene ovunque."







