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Tare: "Siamo competitivi in difesa e in attacco. A centrocampo siamo tra i più forti del nostro campionato"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
domenica 7 luglio 2013, 09:59Ultime da Formello
di Lalaziosiamonoi Redazione
per Lalaziosiamonoi.it
fonte Matteo Botti-Lalaziosiamonoi.it

Tare: "Siamo competitivi in difesa e in attacco. A centrocampo siamo tra i più forti del nostro campionato"

Primo settembre 2009. Claudio Lotito annuncia il nome del nuovo direttore sportivo del proprio club. Si chiude l’era Sabatini, si apre il regno di Igli Tare. Reduce dal diploma, conseguito con il massimo dei voti, al corso di Coverciano, il gigante albanese s’impossessa della Lazio. Accolto tra gli scetticismi, Igli ci mette poco a far ricredere tifosi e addetti ai lavori. Dalle operazioni eccellenti Klose, Lulic e Candreva, ai blitz in Brasile per Hernanes e, ultimo in ordine cronologico, Felipe Anderson, passando per la plusvalenza Kolarov, venduto a peso d’oro ai Citizens per 18 milioni di euro. Tare, ad oggi, è uno dei direttori sportivi più stimati in Italia. Il ruolo dietro la scrivania gli calza a pennello. Intervistato da Il Messaggero, il ds laziale ha voluto esternare i suoi pensieri, pochi giorni prima del via ufficiale della nuova stagione sportiva. 

Tare, partiamo dal successo in coppa Italia. Cosa ha significato? «Una vittoria unica, storica, che ci ha fatto capire che la strada intrapresa è quella giusta, ovvero costruire un po’ per volta senza mai fare il passo più lungo della gamba».

Va bene la coppa Italia, ma il campionato non è andato benissimo. Qual è la vera Lazio? «Quella che ha giocato, convinto e fatto anche divertire fino a gennaio, poi purtroppo ci sono stati tanti infortuni, soprattutto di giocatori in ruoli chiave».

È soddisfatto della squadra che state allestendo? «Tantissimo. Siamo competitivi in difesa e in attacco e poi, secondo me, a centrocampo siamo tra i più forti del nostro campionato, alzando la qualità, ringiovanendo la rosa, mettendo ancora più concorrenza interna alla squadra e portando gente esperta abituata a vincere come Biglia».

Da come parla sembra che il mercato sia chiuso. «Diciamo che stiamo a posto così, poi se capiterà l’occasione, la sfrutteremo».

Ci presenta Lucas Biglia? «Un centrocampista che distribuisce il gioco, bravo negli inserimenti, elegante e grintoso. E’ capace di fare undici-dodici chilometri a partita e restare lucido fino al novantesimo. Uno che fa la differenza. In più sa anche tirare le punizioni, porterà esperienza e ancora di più voglia di vincere».

Molti non vedono l’ora di vedere all’opera Felipe Anderson. «È giovane, dovrà ambientarsi ma su di lui sono pronto a scommettere a occhi chiusi. Ha tecnica, velocità e dinamismo, il suo ruolo principale è mezzala destra, quello che dà il cambio di passo, per intenderci, anche se a centrocampo può fare tutto e giocare pure in avanti. Nel Santos ha fatto perfino il terzino destro, questo vuol dire che è uno che si sacrifica».

Più difficile la trattativa per Felipe Anderson o quella del 2010 per Hernanes? «Nessun dubbio: quella di Felipe. Rimarrà negli annali per la trattativa più paradossale e allucinante alla quale abbia mai partecipato, con il Fondo che cambiava idea di continuo anche quando era tutto chiuso e a posto, dopo due ore si ripartiva da zero. Tutto ciò per una settimana, sembrava quasi di essere ai confini della realtà».

L’aspetto determinante dell’affare? «La voglia di Felipe di venire alla Lazio. Ci ha scelto a gennaio e non ha mai cambiato idea, nonostante, tramite il Fondo, ci fossero squadre come Benfica, Atletico Madrid, Liverpool e vi assicuro tante altre. E questo per noi è un motivo di vanto e orgoglio».

Qualcuno sostiene che non può giocare con Hernanes. «Stupidaggini. E anche Biglia e Ledesma possono tranquillamente coesistere».

E Novaretti? «È un difensore bravo tecnicamente, che sa uscire palla al piede, ottimo di testa e cattivo quanto basta. E poi è uno che riesce ad essere molto pericoloso in area sui calci piazzati: in questo modo ha segnato diversi gol».

Perea? «Un attaccante che può fare il centrale e l’esterno. Tecnica e velocità. Anche lui è giovane, ma secondo me stupirà, ha tutto per fare bene, come del resto Rozzi e Keita oppure gli stessi Cataldi o Crecco».

L’ultimo è Vinicius. «Un terzino di gamba, potente, tecnico, che sa crossare molto bene». Acquisto comunque ancora in stand-by: domani farà ulteriori accertamenti per la vecchia microfrattura al piede sinistro.

Si dice: ci sono i mondiali e Klose giocherà con il freno tirato... «Chi sostiene questo non conosce bene Miro e dice un’idiozia, la sua professionalità e la sua voglia di migliorarsi ogni giorno sono la sua forza».

E lei spera che sia ancora della Lazio anche dopo il mondiale? «Certo, mi piacerebbe molto e ne abbiamo parlato».

Se le dico Hernanes, cosa mi risponde? «Incedibile. Per noi non è sul mercato, non lo è mai stato. Lui vuole restare e noi vogliamo che lui resti per continuare a vincere. Il calcio, si sa, è imprevedibile e la storia di Cavani o di altri insegna, ma lui resterà con noi».